Una storia un po’ naïf

© Massimo Mastrorillo

© Massimo Mastrorillo

Raccogliere ricordi, aneddoti e racconti per salvare una storia dall’oblio. Nasce con questo spirito Omaggio a Carmelina di Capri il piccolo libro in 200 copie numerate che Violetta Federico ha voluto realizzare come omaggio non solo alla nonna, a quindici anni dalla sua scomparsa, ma soprattutto alla memoria di chi ancora vive. «Ho iniziato le ricerche su Carmelina nel 2012. Con mia madre abbiamo riaperto libri, articoli, album con le firme, lettere» racconta. E sono uscite fuori tante storie. «Ho trentanove anni, sono nata a Capri in una famiglia di poveri pescatori e ho sempre vissuto qui. Il mio primo viaggio l’ho fatto nel maggio scorso per andare a Roma a presenziare alla mia mostra» scriveva Carmelina Alberino nell’agosto del 1959. Aveva iniziato a dipingere per caso qualche anno prima dopo aver acquistato con 2.700 lire avute in prestito dal fratello una cassetta di colori per il figlio convalescente da una grave malattia. Dipinge la sua isola a modo suo, espone le sue opere in via Pastena davanti a casa e un bel giorno arriva la prima acquirente. Qualche tempo dopo la nota il critico Giancarlo Vigorelli e poi, quando nel 1964 Anatole Jakovsky la presenta alla Galleria Benezit di Parigi con il motto «Capri l’isola più famosa del mondo, vista da Carmelina di Capri, la naïf più famosa d’Italia», la sua fama diviene internazionale. Vincerà premi, avrà numerosi riconoscimenti, le saranno dedicati articoli, documentari, libri. Ora la nipote Violetta sta cercando di organizzare un archivio e dice «Se qualcuno avesse un ricordo da condividere o dei quadri in casa, affinché io possa tracciare mappe, registrare storie, memorie ed emozioni, lo invito a scrivermi alla mail carmelinadicapri@gmail.com». Siamo sicuri che tra i nostri lettori ci sarà chi ha un ricordo o possiede un’opera di Carmelina e vorrà aggiungere qualche tessera alla sua storia.

© Massimo Mastrorillo

© Massimo Mastrorillo

 

A somewhat naïve story

The desire to collect memories, tales and anecdotes in order to save a story from oblivion was the spirit behind Omaggio a Carmelina di Capri (Homage to Carmelina di Capri), the small book issued in a limited edition of 200 copies which Violetta Federico wanted to produce in homage not only to her grandmother, fifteen years after her death, but above all to the memory of the living. “I started my research on Carmelina in 2012. Together with my mother, we looked back through books, articles, signed albums and letters,” she explains. And a whole host of stories came out. “I’m thirty-nine years old, I was born on Capri into a family of poor fishermen and I’ve always lived on Capri. The first journey I ever made away was last May, when I went to Rome to attend my exhibition,” Carmelina Alberino wrote in August 1959. She started painting by chance a few years earlier, after buying a box of paints for her son who was recovering from a serious illness, using 2,700 lire lent her by her brother. She painted her island in her own way and displayed her works outside her house in Via Pastena, and one fine day the first buyer arrived. Sometime later, she was noticed by the critic Giancarlo Vigorelli, and then, when Anatole Jakovsky presented her at the Galleria Benezit in carmelina-di-capri-quadro carmelina-capri-libroParis in 1964 with the slogan “Capri, the most famous island in the world, as seen by Carmelina di Capri, the most famous naïve painter in Italy”, her fame became international. She went on to win prizes and receive numerous awards, and to have articles, documentaries and books dedicated to her. Now her granddaughter Violetta is trying to organize an archive, and she has a request: “If anyone has a memory to share or some of her paintings at home, please would they send me an email at carmelinadicapri@gmail.com so that I can trace maps and record stories, memories and emotions.” We’re sure that among our readers there will be someone who has a memory or owns one of Carmelina’s works and would like to add another piece to her story.

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on Pinterest