Un’oasi di pace

Un’oasi di pace

Lontano dalla folla il Parco Filosofico offre sentieri che si snodano nella quiete di una natura incontaminata. Tra aforismi e massime dei saggi del pensiero

testo e foto di Alessandro Scoppa

 

parco-filosofico-mappaNon è un giardino all’italiana o un prato all’inglese, né tanto meno è paragonabile a un karesansui giapponese. Semplicemente, il Parco Filosofico è un’area intatta di macchia mediterranea dove la natura si sviluppa in totale libertà. Gli unici interventi umani sono i sentieri che lo attraversano, creati dal semplice calpestio, le rustiche panchine in legno e, soprattutto, le piastrelle recanti massime tratte dal pensiero occidentale, dall’epoca di Delfi ai giorni nostri.
Autori di quest’opera sui generis sono l’economista e filosofo svedese Gunnar Adler-Karlsson e la moglie Marianne Ehrnford, che nel 1979 acquistano ad Anacapri una casetta con l’antistante vasto terreno incolto, proprio alla fine della strada a ridosso del Belvedere della Migliera. La casetta, in cui in precedenza aveva abitato un altro pensatore, il tedesco Willy Kluck, più noto sull’isola come “l’eremita della Migliera”, è ribattezzata Casa Marianna, in onore della signora Karlsson, e nel 2000 il terreno viene aperto a tutti e trasformato nel Parco Filosofico, prima opera del genere in Europa. Non solo. Il professor Karlsson crea una fondazione senza scopo di lucro responsabile della sua gestione e manutenzione, e scrive un libretto il cui titolo in caratteri argentati sulla copertina di tela azzurra è Riflessioni sulla saggezza Occidentale che, distribuito gratuitamente all’ingresso del Parco, vuole essere una guida alle meditazioni di chi vi si addentra.
Al Parco Filosofico si arriva percorrendo l’intera via Migliera, esperienza che già di per sé merita la passeggiata. Dopo trenta minuti di cammino in piano nella campagna anacaprese, la strada, fiancheggiata da orti e castagneti, termina nel Belvedere della Migliera, da cui lo sguardo spazia lungo tutta la costa sudoccidentale dell’isola, dal Faro di Punta Carena ai Faraglioni.
Frammenti di marmi e mosaici rinvenuti in zona fanno pensare che quasi certamente un belvedere esistesse già in epoca romana, e non c’è da meravigliarsene: questo è il luogo più bello dell’isola per ammirare il tramonto, d’estate, quando il cielo digrada dal rosso fuoco attorno al faro fino al blu elettrico sui Faraglioni, come d’inverno, con i nuvoloni che scompongono la luce del sole che si tuffa in mare nelle mille tonalità dell’azzurro, del violetto e dell’arancio. E qui, a una manciata di metri dal belvedere, di fronte a quella sorta di ultima Thule che è la piccola Casa Marianna, si susseguono i cancelletti di legno del Parco Filosofico, sempre aperti in qualsiasi periodo dell’anno.parco-filosofico-adler-karlsson
Incontriamo il professor Karlsson nel suo secondo posto preferito, dopo i sentieri della sua creatura: un tavolo vista tramonto del ristorante Da Gelsomina, proprio di fronte al Parco.
Mentre il sole, ancora alto, ha già iniziato a chiudere in una luce dorata un altro quotidiano ciclo di vicende umane, chiediamo al professore perché abbia deciso di regalare all’isola quest’opera: «Per due motivi», ci risponde «il primo molto pratico: salvare un pezzo di natura incontaminata dalle costruzioni e dalle recinzioni, lasciandolo aperto alla gente del posto. Il secondo, più spirituale, nasce dalla consapevolezza che un luogo di tanta bellezza induce a meditare, e per assistere i visitatori del Parco nelle proprie meditazioni, in esso sono state poste le citazioni del pensiero occidentale. L’esortazione è a ricordarle e a rifletterci su».
Finalmente il professore ci fa cenno di seguirlo nel Parco. Il sole filtra tra il fitto fogliame creando qua e là macchie di luce. Insetti amici ci ronzano attorno, più interessati ai tanti fiori che a noi; una lucertola stesa al sole sparisce frusciando tra gli arbusti mentre di uccelli invisibili in mezzo ai rami ci giunge solo il lieve cinguettio. Tutto è pace che invita al raccoglimento e alla riflessione. I profumi della macchia mediterranea, tra cui spicca il mirto, ci accarezzano da ogni lato.
Orientarsi nel Parco non è facile. Benchè idealmente diviso in due direttrici principali, Idealismo e Realismo, i sentieri, al pari del pensiero umano, sovente si intrecciano e sovrappongono. Non solo: «Idealismo e Realismo insieme», spiega Karlsson «conducono alla saggezza. Per me il saggio è colui che riesce ad agire unendo al realismo spietato la capacità di sognare degli idealisti, convinti che il progresso della Condizione Umana non si ottiene né con la sola forza di una Ragione ritenuta onnipotente, né con le rivoluzioni violente basate sui sogni, ma procedendo per piccoli tentativi». E aggiunge: «La saggezza è difficile da trovare, nella vita, così come nel Parco». A queste parole ci mostra sorridendo una freccia posta su un palo, su cui sono dipinte le parole “Il Culmine – The Highlight”. Svoltiamo dietro gli ultimi arbusti e inaspettatamente sbuchiamo in una radura a terrazze dalla quale torniamo a vedere il mare. E nel punto più alto del Parco Filosofico abbiamo la sensazione di esserci elevati anche nello spirito. Sarà per le massime di saggi che ci parlano dalle maioliche, sarà per quella natura incontaminata che nel rifulgere del tramonto sembra emanare una luce propria, in noi si accende a sua volta l’intuizione che per vivere bene bastano poche, piccole cose che contino davvero; trovarle al culmine della nostra coscienza, è trovare la saggezza.

 

L’eremita della Migliera

parco-filosofico-kluckAnche se Curzio Malaparte ci lascia il ritratto di un Willy Kluck che, benché in solitudine, non disdegnava di recarsi al caffè in Piazzetta indulgendo ai piaceri del vino, non v’è dubbio che “l’eremita della Migliera” dovesse quel soprannome al suo rifuggire da ogni compagnia e a quella generale sfiducia nell’uomo che, pare, lo portasse a gettare dai precipizi della Migliera i suoi scritti, ritenendo l’umanità incapace di comprendere le sue riflessioni centrate sui concetti di pace universale e progresso morale. Scultore e pittore oltre che filosofo, c’è chi attribuisce il suo pessimismo all’incomprensione riservata alle sue opere in patria, la Germania, chi invece parla di una scottante delusione d’amore che lo portò a votarsi a quella solitudine, in cui faceva breccia solo il ricordo della donna amata della quale disegnava costantemente il volto su un taccuino segreto. Fatto sta che Willy Kluck è uno dei personaggi più enigmatici tra i tanti della storia dell’isola e il luogo in cui scelse di ritirarsi è uno di quelli, sempre più rari a Capri, che ancora oggi conservano quell’atmosfera fuori dal mondo e dal tempo. | The hermit of the Migliera. Just a few metres of pine wood separate the Parco Filosofico from the Migliera Belvedere and the Belvedere del Tuono, now known as the Belvedere dei Filosofi. Here, at 300 metres above sea level, we are even higher than the seagulls which, riding the air currents, do not soar above but beneath us, over the sea, which in the south of the island is an endless expanse of blue below the dizzying height of the cliffs. Each viewpoint offers a different vista. On the right of the Migliera Belvedere, if you take the path through the pine wood for about twenty minutes you come to the Torre della Guardia (Watchtower), which like Villa San Michele was one of Axel Munthe’s homes, and from here stone steps lead down to the lighthouse. The steps follow the former wall of defence built by the English at the time of the Napoleonic Wars, but now it is the sunset light that strikes you not enemy canonballs. Instead, if you walk up from the Belvedere dei Filosofi, the trees soon give way to grassy and barren areas, as far as Monte Cocucchio, just below the last chairlift stop. From its steep slopes – only for falcons and those who don’t have a fear of heights – you are treated to really breathtaking views.

 

Belvederi da scoprire

Pochi metri di pineta separano il Parco Filosofico dai due belvederi della Migliera e del Tuono, ribattezzato, quest’ultimo, “dei Filosofi”. A 300 metri sul livello del mare, siamo più in alto perfino dei gabbiani, che, sospinti dalle correnti, sfrecciano non contro il cielo, ma sotto di noi, sul mare, che a sud dell’isola è un’infinita distesa blu in fondo alla vertigine di rocce. Ciascun belvedere offre un’ulteriore scoperta. A destra di quello della Migliera, ci si addentra nella pineta per una ventina di minuti, fino a girare attorno alla Torre della Guardia, che con Villa San Michele fu una delle dimore di Axel Munthe, e da qui una scala di pietra protesa verso il mare scende fino al Faro. La scala percorre l’antico muro difensivo eretto dagli inglesi ai tempi delle guerre napoleoniche e ora non più le cannonate nemiche, ma solo la luce del tramonto la colpisce in pieno. Dal Belvedere dei Filosofi, invece, si sale. Dopo non molti passi, gli alberi lasciano il posto a un alternarsi di prati e zone brulle, su fino al Monte Cocucchio, appena sotto la stazione superiore della seggiovia. Prospettive inedite dell’isola dalle sue cime più scoscese, riservate solo ai falchi… e a chi non soffre di vertigini. | Scenic viewpoints to be discovered. A century and a half of light. It was on 1 December 1867 that the beam of light from the lighthouse lantern first illuminated that stretch of open sea that enters the gulf of Naples.The Royal Civil Engineers started work on the project in 1862 to designs by the engineers of the Bourbon Kingdom of the Two Sicilies. Grey Sorrento tuff was used for the building and the 30 metre high octagonal tower, while blocks of Vesuvian lava stone were used for the base, the walkway around the lantern and the spiral staircase inside. Historical records indicate that it cost 116,086.37 lire to build.Today the Lighthouse at Punta Carena is one of the most important lighthouses in the Tyrrhenian sea and ranks second in Italy in terms of luminous range.

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A Haven of Peace
Far from the madding crowd, the paths in the Parco Filosofico (Philosophy Park) wind through the peace and quiet of unspoilt nature, amongst the aphorisms and maxims of wise philosophers
text and photos by Alessandro Scoppa

 

This is not an Italian style garden or an English park, nor can it be compared to a Japanese karesansui. The Parco Filosofico is simply an untouched area of Mediterranean maquis, where nature reigns supreme. The only signs of human intervention are the footpaths running through it, the rustic wooden benches and the ceramic tiles bearing quotations from Western philosophers dating from the time of Delphi to the present day.parco-filosofico-capri-panchine
The founders of this unique sui generis park are the Swedish economist and philosopher Gunnar Adler-Karlsson and his wife Marianne Ehrnford, who bought a little house at Anacapri in 1979, with its large uncultivated area of land, right at the end of the road leading to the Belvedere della Migliera. The house, where another philosopher, the German Willy Kluck had lived – better known on the island as “the hermit of the Migliera”– has been renamed Casa Marianna, in honour of Mrs Adler-Karlsson. In the year 2000 the area was opened to the public and became the Parco Filosofico, the first of its kind in Europe. Professor Adler-Karlsson also established a non-profit foundation responsible for its management and maintenance, and wrote a small volume, whose title in silver letters on a blue cloth cover is Meditation on Western Wisdom which, distributed gratis at the entrance, is a visitors’ guide to meditation. To reach the Parco Filosofico you have to walk the whole length of Via Migliera, and this in itself is very enjoyable. After thirty minutes on foot through the Anacapri countryside along a road flanked on either side by orchards and sweet chestnut groves, you come to the Belvedere della Migliera, where you have a sweeping view of the whole south-west coast of the island, from the Punta Carena lighthouse to the Faraglioni.
Marble and mosaic fragments found in the area suggest that a scenic viewpoint already existed here in Roman times, and that’s hardly surprising. This the ideal spot on the island for admiring the sunset in summer, when the sky changes from a fiery red near the lighthouse to electric blue over the Faraglioni, and in winter when the clouds break up the light of the sun sinking into the sea into a thousand shades of blue, violet and orange. And here just a few yards from the Belvedere, opposite that kind of “last Thule” that is the little Casa Marianna, you come to the wooden gates of the Parco Filosofico, which are open throughout the year.
parco-filosofico-sentieroWe met Professor Adler-Karlsson in his second favourite place after the Parco Filosofico, at a table with a view of the sunset Da Gelsomina, the restaurant right opposite the park.
While the sun, still high in the sky, bathed in its golden light another daily round of human affairs bringing it to a close, we asked the professor why he had decided to give this park to the island. “For two reasons”, he replied. “The first is a very practical one: to save an area of unspoilt nature from being built up and partitioned off, and leave it open to the public. The second is more spiritual: it arises from an awareness that such a beautiful place invites reflection, and there are quotations from famous Western philosophers to guide visitors to the park in their meditation. They invite you to remember them and reflect on them.”
Then the professor beckoned us to follow him into the park. The sun was filtering through the thick foliage creating patches of light here and there. Friendly insects buzzed around, more interested in the abundant flowers than us. A lizard that had been sunning itself rustled away through the bushes, while all we could hear was the faint chirrup of invisible birds hidden in the branches. Peace reigned and invited us to meditation and reflection. The scents of the Mediterranean maquis, especially the fragrance of myrtle, caressed us on all sides.
Finding your way through the park is not easy. While it is divided into two main trails, Idealism and Realism, the paths – like human thought – often become intertwined and overlap. This is not all: “Idealism and Realism together,” explained Adler-Karlsson, “lead to wisdom. For me a wise person is someone who acts by combining out-and-out realism with an idealist’s ability to dream, convinced that progress in the Human Condition is attained not by the strength of Reason alone, regarded as omnipotent, nor by violent revolutions based on dreams, but by taking one step at a time. Wisdom is as hard to find in life, as in the park.” Saying this he smilingly pointed to a pole with an arrow bearing the words “Il Culmine – The Highlight”. We came out from behind the last bushes and suddenly found ourselves in a terraced clearing from which there was a view of the sea. Having reached the highest point of the Parco Filosofico we also had the feeling of being elevated in spirit. Whether it was the philosophers’ maxims on the ceramic tiles, or that pristine nature, which in the glow of sunset seemed to emanate a light of its own, we intuitively felt that it’s those little things that truly count and that make for a good life.
Finding them at the height of our awareness is finding wisdom.

 

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